La scuola italiana vi soddisfa?

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Alzi la mano chi si è lamentato, almeno una volta, della scuola italiana! Troppo indietro, troppi compiti, troppe ferie, poco competitiva, orari sbagliati, programmi fuori tempo, e via andare. Il senso di inadeguatezza o impotenza di chi a scuola ci lavora o di chi ha bambini e ragazzi che frequentano; le sommarie generalizzazioni fatte in aula o fuori. Insomma l’argomento ‘scuola’ è scottante, investe una larghissima fetta della popolazione e incide su altri settori della vita di un Paese, dal senso civico all’economia. Spesso chiediamo sconfortati se cambierà mai qualcosa. C’è un luogo virtuale dove possiamo dire la nostra. Avete sentito parlare de La Buona Scuola?
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Che cosa è
Il 3 settembre il Governo ha reso pubblico il rapporto La buona scuola. In cui presenta punto per punto la riforma della scuola. Sono stati aperti dei dibattiti offline, territoriali, scolastici, di settore, e una consultazione on line sul web. L’incrocio di tutti i dati fornirà una visione generale sull’impatto delle proposte. La finalità è quella di attivare una consultazione popolare, di mettere a disposizione di chi vuole utilizzarlo,uno strumento di partecipazione.
Sul sito La Buona Scuola ciascun cittadino, previa iscrizione (digitando mail, password e data di nascita), potrà intervenire dando il proprio contributo alla discussione, ed è suddiviso in 3 sezioni.
1. Compila il questionario è l’area con domande a risposta multipla e aperte per ognuna delle 6 categorie di analisi (più una sezione che raccoglie i commenti generali al piano).
2. Un grande dibattito diffuso area in cui vengono pubblicate le conclusioni dei dibattiti offline.
3. Costruiamo insieme la Buona Scuola, area per i dibattiti ad obiettivo per raccogliere buone pratiche e proposte costrittive.
Io mi sono iscritta e sto rispondendo al questionario. Le risposte non sono definitive se non dopo il 15 novembre e posso ritornare a rivederle, ritoccarle o terminarle fino a tale data. I quesiti sono tanti ma non è necessario rispondere a tutti. Non importa tanto che il questionario sia completo, quanto che si dia la nostra opinione, anche parziale ma accurata. Ad alcune domande, per esempio, non sento di poter dare delle risposte significative, perché non ho le competenze per farlo. Questo non mi impedisce però di dire la mia su altre questioni.
E’ un progetto molto complesso, perché la ‘macchina scuola’ è molto complessa. È una piattaforma in cui possiamo familiarizzare, riflettere, intervenire, discutere. Sollevare obiezioni, ma anche proporre sperimentazioni o buone prassi.
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Che cosa consente questo progetto
- Che posso dire la mia. Chi mi segue sa quanta importanza riservo a questo argomento. Mi piacciono sempre le iniziative che sono interessate ad avere la mia opinione. Che può essere più o meno professionale a seconda degli argomenti… ma indubbiamente di importanza vitale. Anche per la scuola vanno ascoltate tutte le categorie, chi la fa e chi ne usufruisce.
- Porsi delle domande! Nel rispondere al questionario mi sono resa conto di non aver mai riflettuto nè posta il problema su alcuni temi. Il sistema che permette di ritornare sulle risposte e modificarle fino al 15 novembre, mi consente dunque di decantare, prendere informazioni, cambiare idea, modificare il mio intervento.
- Che è stato previsto un livello di approfondimento a grappolo. Si parte dai 12 punti per arrivare a leggere categoria per categoria. Ho avuto modo di approfondire diversi argomenti alcuni molto vicini, altri che un po’ esulano dai miei interessi e dalle mie competenze. Tenendo ben presente che, quella proposta dal sito, è una forma di divulgazione delle informazioni contenute nella legge.
Perché è importante partecipare
Io ho dei bambini in età scolare, lavoro con le scuola, anche se sono esterna. Come per la partecipazione alle iniziative e alle attività del museo così per tutte le altre attività occorre partecipare. Anche per dissentire, anche per protestare. In ogni modo esserci. Come qualunque cittadino posso essere più o meno soddisfatta o più o meno fiduciosa, ma essere chiamata a dire la mia è un diritto, ma anche un dovere. È chiaro che se esprimono parere 500 persone ha un peso diverso rispetto alla partecipazione di 5 milioni. Quello che ho letto della riforma è stato oggetto di discussione in famiglia, discutere tra genitori, ma anche chiedere ai bambini o ai ragazzi, parlarne ci aiuta a comprendere il punto di vista di chi la vive quotidianamente dietro i banchi. Ma la partecipazione deve essere collettiva. Questa scuola appartiene a tutti, anche ai nonni che accompagnano i nipoti, ai pensionati, a chi bambini ancora non ne ha, perché la scuola riveste la considerazione che decidiamo di attribuirle.

Questa è l’opinione di una cittadina che crede nell’importanza e nella potenza della cultura e anche nell’istituzione scolastica. Non so pronunciarmi rispetto alla bontà della riforma che conosco tramite questa iniziativa e discutendo con alcuni amici docenti. Mi piacerebbe avere l’opinione degli addetti ai lavori! Di insegnanti, dirigenti, personale scolastico…com’è questa riforma? E come si può migliorare?

    #DABinVisita

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    #DABinvisita, è un progetto che coinvolge tutta la mia famiglia e che mi porterà su e giù per l’Italia a visitare, rivisitare e scoprire i Musei Italiani, attraverso lo sguardo speciale dei bambini. L’obiettivo non è quello di stilare una classifica, ma di conoscere il nostro stato dell’arte per raccontare le iniziative, gli sforzi, le storie di chi lavora per mediare e raccontare la nostra identità, storia e arte anche ai più piccoli!
    E’ un’occasione per vivere un’esperienza familiare che ha come obiettivo, medium e legante il nostro Patrimonio Culturale!
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    Sono sempre stata convinta che i bambini vadano portati ovunque! Rispettando i loro tempi, le età, i contesti. Portati al parchi di divertimento, ai giardini pubblici, al cinema, al teatro, in palestra, in biblioteche, dagli amici..e anche al museo. Zaino in spalla, carta alla mano, curiosità nella testa!
    Patire per un’esplorazione di qualunque tipo essa sia può solo arricchire! Grandi e piccoli. Deve essere fatta in considerazione delle esigenze di ciascun bambino, adattandolo all’età, rispettando i tempi dei propri bambini, valutando la fattibilità e i tempi di permanenza. Anche andare in un posto che non piace può essere frutto di dialogo costruttivo e veicolo di informazioni.
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    Ci sono dei luoghi che si prestano più di altri ad attirare l’attenzione dei bambini per loro stessa natura e altri, con meno appeal, in cui il grande lavoro di mediazione di operatori colma un apparente vuoto. Esiste la tecnologia che incuriosisce ma anche la voce di un racconto che rapisce. Esistono le nostre reazioni e la relazione che si crea quando parliamo con i nostri bambini e bambine.
    Ho impostato #DABinVisita in maniera snella e consultabile. Un racconto delle circostanze, link ai siti o ai musei visitati, foto scattate e ma soprattutto le considerazioni che sono emerse insieme ai miei bambini. A volte un commento fanciullo illumina più di un testo di saggistica!
    Spero possa essere un ulteriore occasione di confronto. Se siamo stati negli stessi musei…scambiamoci le impressioni! Buon viaggio! A breve il primo itinerario in cui vi porterò al Museo Del Balì! State connessi!

      Conversazioni sull’Arte #1

      Metodo Scelta Contesto
      Incontro intensivo su come avvicinare i bambini all’arte
      Dove: Spazio Libero, via Oberdon 4 Colle Val D’Elsa (SI)
      Quando: Sabato 20 Dicembre 2014

      Programma
      Ore 10.00-11.00 Chi ben comincia
      Il biglietto da visita immateriale. L’accoglienza, la conoscenza e il patto formativo. Base relazionale coi bambini pietra d’angolo di qualunque esperienza.
      Ore 11.00-12.00 L’io preferenziale
      L’importanza del punto di vista da cui guardiamo. Escursione urbana con lavoro outdoor. Elaborazione: dalla pratica fotografica alla didattica applicata.
      Ore 12.00-13.00 Creare le condizioni
      I fondamenti di una buona esperienza. Calibrare e valutare target, obiettivi, materiali, risorse e ambienti da creare.
      Ore 13.00-14.00
      Free lunch
      Ore 14.00-16.00 L’opera come ipertesto
      Quante informazioni si possono dare osservando un’opera. Giochi e attività create da me per mediare il genere, temi e informazioni.
      Ore 16.00-18.00 A ciascuno il suo
      Esplorazione di argomenti da cui far partire le esperienze. Differenze tra i contesti di applicazione. Le basi di un progetto di Didattica dell’arte per Bambini.
      Ore 18.00-18.30 Compiti a casa
      Saluti e feedback. Lancio di input da approfondire in altra sede e analisi di siti e testi utili al percorso proposto.

      Costo: 80,00 euro
      comprensivo di circa 8 ore di lavoro frontale, Cd con materiale DAB, consulenza on line post incontro per progetto di didattica iniziato durante l’incontro
      Partecipanti: massimo 10 ad incontro
      Per informazioni e prenotazioni: leontina@didatticaartebambini.it