Archivio dell'autore: Leontina Sorrentino

IranArt

IranArt. Mostra di illustratori iraniani, Francesco Brioschi Editore- Valentina Edizioni. 2017
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“L’illustrazione dell’Iran Moderno trae origine dalle miniature e dalle illustrazioni che sono contenute nei manoscritti persiani e che si sono affermate come una forma d’arte regale ed elitaria durante la seconda parte del periodo Safavid (1500-1722). La natura cosmopolita della corte Safavid l’ha spinta a portare nel paese una crescente influenza straniera, e così uno stile europeizzato ben riconoscibile nella pittura e nella ritrattistica è diventato parte del repertorio artistico di corte .” Ali Boozari
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Oggi vi parlo di un libro che mi ha letteralmente conquistato! Ancora debitrice del giro in Fiera a Bologna dove, durante una pausa in poltrona allo stand Francesco Brioschi Editore ho sfogliato IranArt, il catalogo di una mostra di illustratori iraniani tenutasi a Milano (tra aprile e maggio), di cui ho avuto il piacere di vedere alcune tavole proprio al Bologna Children’s Book Fair 2017. Il libro è sorprendente,anche se le pagine scritte sono 4 su circa 150. Leggendole, con grande avidità, sono venuta a contatto con una realtà per me sconosciuta. In poche righe accennata la storia dell’illustrazione per bambini e dell’editoria in Iran: i riferimenti storici culturali, le fondazioni di riferimento della produzione di libri per bambini, dalla nascita alla parabola liberale, dalla censura governativa alla rinascita con il lancio della Tehran Biennal Illustration. Poche notizie chiare accompagnano introducono alla visione delle ipnotiche immagini. 31 autori che si raccontano attraverso 3 illustrazioni e una citazione! E sotto la foto di ciascuno si trovano riferimenti web e contatti diretti. Ho fatto fatica a scegliere le poche foto che allego al #LibroDAB, lo avrei pubblicato interamente! Imperdibile, è stato per me di estrema ispirazione.
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Perché leggere IranArt?
- Illustrazioni di grande impatto ciascuna con tecniche differenti che fiondano in un immaginario evocativo, spendibile a più riprese e a più livelli per sperimentazioni e analisi progressive.
- Interessante vedere gli autori, che sono rappresentati in foto, visionare i siti e poterli contattare direttamente.
- Possibile fare un discorso di integrazione culturale, di innovazione di immagini e di simboli.
- Alcuni di questi illustratori hanno già pubblicato in Italia libri con Valentina Edizioni, libri da cercare e conoscere.
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    Racconto di un’emozione

    L’#ospiteDAB di giugno è Laura Lanari, responsabile dei Servizi Educativi Musei Civici di Ancona e curatrice del blog museieducativi.it. Musei educativi è un luogo virtuale per comunicare il metodo “Musedu” di progettazione e di lavoro che ha sviluppato insieme ad un team di educatori, esperti museali e del patrimonio culturale, psicologi dell’infanzia e pedagogisti in quasi dieci anni di lavoro sul campo, sia in musei d’arte che musei scientifici. Laura lavora con particolare sensibilità per l’attivazione di dinamiche emozionali che coinvolgano il pubblico museale. E non è difficile crederlo leggendo di questo progetto! Io ho avuto il piacere di ascoltare la presentazione dell’evento ‘Tableau Vivant’ durante l’ultima giornata della 3^ ed. di #museiemotivi tenutasi a Siena. Mi è piaciuto il progetto e, ancora di più, il racconto di come una intera comunità di fatto, si sia lasciata guidare in un percorso che parte dall’arte, passa dalla storia remota e arriva al tempo presente. Curiosi? Allora buona lettura e non perdetevi il video a fine articolo.
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    Ho la fortuna di lavorare per la gestione di due musei della città di Ancona e questo mi permette di vivere molto spesso esperienze emozionanti, tra cui incontri bizzarri e intensi scambi di idee con colleghi o visitatori. Vivo il museo come un luogo dinamico, un luogo in cui, grazie al patrimonio storico artistico, si allacciano relazioni e si dedica tempo alla condivisione di idee e progetti con gli altri.
    Ispirata da questi fattori il metodo MUSEDU si sta affermando nel panorama nazionale come punto di riferimento per la formazione e la progettazione nel campo dei servizi educativi e della didattica museale rivolti a tutto l’audience.
    In questo senso, vi racconto l’esperienza per la realizzazione di un “Tableau Vivant “.
    L’opera soggetto Il Giuramento degli Anconitani ha un valore simbolico molto importante per la città di Ancona.
    Il dipinto rappresenta un momento storico davvero delicato: l’assedio della città nel 1173 da parte di Federico Barbarossa. Tutte le fonti concordano che la capitolazione di Ancona venne scongiurata solo grazie al coraggio e alla determinazione degli anconetani.
    Attualmente il dipinto si trova nella Pinacoteca di Ancona, dedicata all’artista che lo realizzò, Francesco Podesti.
    ruoli pubblico-immedesimato
    La Pinacoteca, è stata recentemente ristrutturata e riaperta al pubblico dopo 4 anni di chiusura; la realizzazione del Tableau Vivant si è inserita in un programma per il recupero della partecipazione, l’inclusione e l’apprendimento del pubblico cittadino.
    L’occasione ideale per la presentazione del progetto è stata l’anniversario della nascita del pittore anconetano.
    Io e i miei colleghi abbiamo progettato un evento strutturato sulla falsa riga di una “festa di compleanno” e come tutte le feste non potevano mancare la torta ma soprattutto l’omaggio, ovvero il regalo per il festeggiato.
    Per il “regalo”, una gigantografia del tableau vivant, hanno aderito oltre 80 cittadini di Ancona, tra adolescenti, insegnanti, commercianti, professionisti museali, fotografi, video maker, storici dell’arte e appassionati.
    Tutti insieme abbiamo realizzato un’immagine fotografica del tableau vivant del giuramento degli anconitani.
    Un’opera monumentale, con oltre 40 soggetti disposti su piani differenti, con abbigliamento contemporaneo sapientemente selezionato per la corretta ripresa delle scene, illuminazione e supporti tecnologici all’avanguardia insieme ad un’esplosiva carica emozionale.
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    L’organizzazione dei Servizi Educativi per i musei civici di Ancona, Musei Educativi, ha sviluppato e coordinato il progetto facendo leva sui principi del proprio metodo:
    Diritto alla partecipazione e alla formazione:
    Il museo del nostro secolo ha l’importante compito di formare e creare legami con il suo pubblico. Per l’occasione abbiamo trovato un modo per farci percepire come patrimonio condiviso e come punto di riferimento per attività interattive e attrattive in città.
    Ci impegniamo per incentivare sempre maggiormente questo processo, così da sostenere il senso di appartenenza e far percepire e vivere il museo come un luogo custode di un patrimonio NOSTRO, soprattutto in senso affettivo.
    Creare narrazioni efficaci:
    Con la messa in opera del tableau vivant “Il Giuramento degli anconitani” abbiamo creato una sorta di supporto narrativo per il visitatore. Infatti attorno alla fotografia, che attualmente è stata inserita nel percorso museale, si hanno dei riferimenti accattivanti da esporre ai visitatori così da rendere la lettura del dipinto ricca di riferimenti con l’attualità e con l’osservatore.
    Favorire l’immedesimazione del pubblico:
    I protagonisti della scena sono stati guidati a prendere consapevolezza con le parti del corpo così da riuscire a regolare la propria posa in base a ciò che vedevano nel quadro.
    Abbiamo dedicato degli incontri preliminari per parlare di come la posa e l’espressione del volto rivelino indizi per l’identità del soggetto.
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    Importanza del ruolo:
    Il gruppo di lavoro è stato suddiviso in ruoli, attori, registi, fotografi, responsabili dell’illuminazione, scenografi, costumisti, truccatori, storici dell’arte e responsabili delle riprese per il back stage. Tutti insieme, con ruoli diversi, hanno collaborato per un obiettivo comune.
    Questa e tante altre sono le esperienze che mi piace sperimentare, lavoro per rendere i nostri musei dei luoghi accoglienti e in continua evoluzione. Cerco sempre di chiedermi che cosa si aspetta di trovare un visitatore? come mai questa persona, oggi, ha scelto di venire al museo? com’ è venuto a conoscenza delle nostre iniziative? le sue aspettative sono state soddisfatte? oppure no? perché?
    Possiamo cambiare ogni giorno e possiamo raccontare il nostro patrimonio in modo sempre diverso.

     Video
    Per vedere il video cliccate qui
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      Atlante dell’Infanzia a Rischio 2016

      Atlante dell’Infanzia a Rischio 2016. Bambini e supereroi. A cura di C. Cederna-R. Venturi, TreccaniSave The Children, 2016
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      “…i bambini stanno domandando la loro parte di città e bussando per essere ammessi nel mondo degli adulti che (…) dimentica, che il più prezioso dono che possiamo fare ai bambini è lo spazio sociale: lo spazio necessario -o la privacy- in cui diventare esseri umani .” C. Ward

      Ancora un libro incontrato al Bologna Children’s Book Fair 2017, scoperto seguendo una conferenza sulla Povertà Educativa, in cui Save The Children presentava l’annuale rapporto sulle condizioni a rischio di bambini e ragazzi in Italia. Il lavoro si basa su indagini dirette e dati Istat. Il libro è diviso in sei parti, ogni parte divisa in vari capitoli, in ogni pagina note a margine che propongono approfondimenti tematici. Apre il libro un antefatto che inquadra i termini entro cui si muove la ricerca e lo chiude una ricca bibliografia di riferimento. Un lavoro composito e complesso, un quadro a tratti desolante. L’Italia viene analizzata regione per regione, passati sotto la lente le politiche sociali, i progetti per l’integrazione e le opportunità educative, e ancora questioni come l’immigrazione, la denatalità, le risorse territoriali, le politiche per la famiglia. Arrivando a temi scottanti come l’infanzia negata, limiti e barriere che sempre più famiglie sono costrette ad affrontare, in un quadro che lascia risicati margini di speranza. La percezione chiara che i disagi non possono essere combattuti singolarmente, ma che deve cambiare l’approccio culturale e politico nel suo complesso. Il libro allora si pone come uno sprone all’attivazione di strategie integrate che blocchino e invertano le attuali tendenze. Si racconta dunque quello che istituzioni, associazioni e organismi vari stanno ponendo in atto per creare un piano contro le povertà. Così il libro si conclude presentando progetti che valorizzano le risorse nascoste di bambini e ragazzi. Così scrivono dei ragazzi coinvolti in un laboratorio di partecipazione di Save the Children: ‘Siamo cresciuti con l’idea del Supereroe capace di risolvere da solo i mali del mondo. Poi da randi abbiamo capito che Superman non esiste e che i superpoteri, eventualmente stanno dentro di noi. Ma solo se li sappiamo riconoscere, coltivare, educare.’. Loro: unica certezza da cui è possibile ripartire. Rimbocchiamoci le maniche e facciamo la nostra parte di adulti.
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      Perché leggere Atlante dell’Infanzia a Rischio 2016?
      - È un insieme di informazioni preziose sulle condizioni in cui versa infanzia e adolescenza in Italia.
      - Ricco di immagini, grafici che permettono una visualizzazione concreta dei dati riportati, in una veste grafica divulgativa e facilmente consultabile.
      - Elenco di alcuni diritti dei bambini e ragazzi e continui riferimenti e rimandi a normativa vigente in materia, per inquadrare e contestualizzare interventi e ricerche.
      - Foto di Riccardo Venturi, come immagini potenti che raccontano da sole molte verità: ambienti, situazioni, paure, tenerezze, degrado, collaborazioni.
      - Definisce un percorso che traccia i servizi dedicati da quando un bambino nasce a come è costretto a crescere, raccontando contesti, concetti, luoghi. Sorprendente vedere che tanti luoghi comuni non hanno più ragione di esistere, che i confini tra ricchi, poveri, nord sud e altro non sono più così netti come in altri periodi storici.
      - Si preoccupa di dare definizioni e di raccogliere moltissimi link che portano fuori dal libro.
      - Strumento da tenere sulla scrivania e a cui fare costantemente riferimento, necessario per direzionare progetti, interventi e programmi educativi.
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