Archivio dell'autore: Leontina Sorrentino

L’illusione della conoscenza

L’illusione della conoscenza- Perché non pensiamo mai da soli. S.Sloman- P. Fernbach, RaffaelloCortinaEditore, 2018
“Tutti abbiamo sentito i bambini chiedere di continuo ‘perché?’ fino a quando l’adulto con cui stanno parlando taglia corto con ‘Perché si!’. I bambini capiscono implicitamente la complessità delle cose, cioè che spiegarle a un livello più profondo fa sorgere solo altre domande. ” Sloman-Fernbach

Il #libroDab di febbraio fa un bel tuffo in un tema scottante e attuale: il titolo ne è programma e sintesi. Un testo non semplicissimo, in cui due scienziati cognitivi indagano i meccanismi del pensiero, spiegano il funzionamento del nostro cervello ma che si fa concreto con esempi espliciti alla vita di tutti i giorni (come per esempio il funzionamento delle fake news, gli orientamenti politici delle masse e altro ancora). Un testo che descrive e analizza la complessità della società in cui siamo calati per ruoli assunti, conoscenze acquisite e dispositivi sociali attivi. Il libro presenta innumerevoli spunti che si possono approfondire. Il focus del discorso viaggia su tre assunti principali. Il primo è che siamo più ignoranti di quello che pensiamo, indipendentemente dal livello di istruzione che possediamo. Il secondo è che ci illudiamo di non esserlo, ma anche questa inconsapevolezza è funzionale all’evoluzione. Il terzo, e quello su cui maggiormente ho riflettuto, è che ciascuno di noi appartiene ad una comunità di conoscenza. L’importanza della condivisione dei nostri saperi finalizzati ad un unico obiettivo ci fa progredire, rende possibile l’impossibile. Un libro che ti costringe a riflettere a 360°, che afferma che attraverso la cooperazione la nostra conoscenza è amplificata. Dunque di grande apporto alla parte progettuale del nostro lavoro.
Perché leggere L’illusione della conoscenza?
- È un libro che presenta interessanti livelli di lettura: tecnico e divulgativo, con promessa di spunti e approfondimenti in diversi ambiti.
- Utile per accrescere un’idea di consapevolezza delle ‘ovvietà’ con cui entriamo in contatto, in ambito privato o professionale.
- Un promemoria per la progettazione di laboratori, in cui il singolo raggiunge obiettivi personali attraverso l’elemento collettivo, il gruppo in cui è inserito.
- È possibile giocare con alcuni esperimenti raccontati nel testo per provare sperimentazioni in ambito artistico e manipolativo.
- È una piacevole lettura in termini teorici e un grande sostegno nella sfera pratica.

    La Diplomazia Culturale Italiana per Il Ritorno dei Beni in Esilio

    La Diplomazia Culturale Italiana per Il Ritorno dei Beni in Esilio, Stefano Alessandrini, QdM, Edizioni Efesto, 2018
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    “Un importante risultato è stato comunque raggiunto: i reati che riguardano il traffico illecito di opere d’arte sono stati previsti nel mandato di arresto europeo. Molti sistemi giudiziari hanno infatti aderito alla normativa comunitaria sul mandato di arresto (e sul congelamento dei beni e di prove) e alla Convenzione Unesco del 1970, con relativa normativa. ” S. Alessandrini

    Dopo un po’ di assenza dalle scene torna il #libroDAB! In questo primo mese del 2019 ho deciso di condividere un testo acquistato di recente che ho letteralmente divorato. Ho avuto il piacere di assistere alla presentazione dell’autore Stefano Alessandrini alla Memo-Mediateca Montanari di Fano, città sensibile al tema perché coinvolta nelle trattative per il recupero di una statua di bronzo rinvenuta nelle proprie acque (atleta di Lisippo caso trattato nel libro). È un libro che tratta un argomento tanto intrigante quanto poco diffuso, ovvero di tutti gli sforzi fatti dalla Diplomazia Culturale Italiana per interpellare Musei e Stati stranieri e recuperare le opere illecitamente sottratte al Patrimonio Italiano. Il libro è diviso in 3 sezioni la prima tratta di Napoleone e del trattato di Vienna, attraverso cui sono raccontate le origini della Diplomazia italiana. La seconda sezione analizza tre casi di attualità, con trattative ancora in corso, per comprendere le modalità di intervento a seconda dei casi. L’ultima sezione parla di prospettive e obiettivi futuri che la Commissione Ministeriale di recupero si è fissata. Avvincente sentire l’appassionato racconto dell’autore che conduce in prima persona trattative interazionali, capire le implicazioni politiche e l’importanza del sistema di comunicazione attuato a seconda dell’interlocutore. Le buone pratiche e le insidie della brama di alcuni potentissimi personaggi. Una storia avvincente raccontata, con intento divulgativo, da un tecnico che ci invita a riflettere sull’enormità della nostra storia.
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    Perché leggere La Diplomazia Culturale Italiana per Il Ritorno dei Beni in Esilio?
    - È uno strumento utile per chiunque si occupi di didattica per guardare da nuove angolazioni, per stimolare il dibattito etico e civico che coinvolge i linguaggi dell’Arte, interessa la memoria storica e la civilizzazione.
    - Ben spiegata la complessità di una pratica che si basa su Convenzioni internazionali e coinvolge Ministeri, Avvocatura e Forze dell’ordine Italiani.
    - Conoscere personaggi chiave del panorama nazionale ed internazionale: dai dirigenti ai trafficanti ai direttori di Musei giudicati per il loro operato dal tempo e dai tribunali.
    - Emerge prepotente l’importanza di cui gode l’Arte, oltre che in termini culturali e sociali, notevole resta il suo peso politico, nel passato come oggi.
    - È possibile ricavare elementi per stimolare la curiosità, per attivare connessioni per affrontare la multidisciplinarietà.
    - Una lettura per ribadire nuovamente la necessità di diffondere la conoscenza del nostro immenso Patrimonio, di ricoprire una nostra storia fatta di capillari e infinte stratificazioni
    - Trasmette l’idea che lottare contro la criminalità organizzata con il recupero di opere d’Arte ha un valore culturale forte, prima che economico e di immagine.
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      XI Biennale d’Arte del Bambino

      Ogni due anni nella cornice di una suggestiva Ca’ da Noal , in una splendida Treviso, che brilla attraverso la luce riflessa dei suoi canali, si svolge la Biennale d’arte del Bambino. Uno spazio fisico in cui la sperimentazione sull’Arte non solo è ben vista, ma incentivata. Un luogo concettuale in cui la creatività non è contorno estetico, ma fondamento filosofico. Una mostra di opere a  tema unico con lavori di giovani e giovanissime menti, dalle scuole dell’infanzia alla scuole secondarie di primo grado. La XI Biennale si è svolta dal 28 aprile al 27 maggio e, quest’anno,  ha mostrato ‘I volti dello spazio’. La mia opinione, il mio progetto e qui tutte le foto.
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